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Prologo

A questo punto non si spiega come io, Galcerán de Born, che da poco ho smesso i panni di cavaliere dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, secondogenito del nobile signore di Taradell, già crociato in Terrasanta e vassallo di nostro signore Giacomo II d’Aragona, possa credere ancora all’esistenza di un destino occulto e ineluttabile tra i casi in apparenza accidentali della vita.
Nondimeno, quando ripenso agli accadimenti degli scorsi quattro anni, e vi ripenso con insistenza molesta, non riesco a liberarmi del sospetto che sia un fatum misterioso, forse il supremum fatum di cui parla la Qabalah, a tessere i fili degli eventi con una lucida visione del futuro, senza tener in conto alcuno i nostri progetti e i nostri desideri. Così dunque, nell’intento di chiarire le mie confuse idee e con il desiderio di lasciare memoria delle strane circostanze della storia, acciocché le possano conoscer fedelmente le generazioni a venire, comincio questa cronaca nell’anno di Nostro Signore 1319 nella piccola località portoghese di Serra d’El-Rei dove esercito, tra le altre attività, quella di medico.

Editore: Sonzogno
Anno di pubblicazione: 2005

1

La vecchia signora aveva cambiato idea. Non voleva più morire. Ma quando l’aveva deciso era ormai troppo tardi. Aveva conficcato le unghie nell’intonaco della parete fino a spezzarsele, poi aveva portato le mani al collo, cercando di infilarle sotto la corda. Si era rotta quattro dita dei piedi sferrando calci al muro. Tutto questo rivelava una disperata voglia di vivere, tanto che Harry Bosch si chiese cosa l’avesse spinta a suicidarsi. Perché il gusto della vita l’aveva abbandonata, per ripresentarsi solo al momento in cui aveva infilato la testa nel nodo scorsoio e aveva fatto cadere la sedia?


Editore: Piemme (pocket)
Anno di pubblicazione: 2006